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Natale  
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Benedettine Monache

兴趣
Siamo una Comunità monastica benedettina-eucaristica situata in città.

Benvenuti

Vivere per Dio

Una specie di blog...
10月26日

Pensiero -13

Ci sono lacrime
che dal cuore non arrivano agli occhi...
----------------------------------------------------

Cristo è la pietra angolare
sulla quale o si costruisce o ci si scontra

 .... a noi la scelta...


8月5日

Pensiero - 12

Godi delle piccole cose,
perché un giorno ti guarderai indietro
e ti accorgerai che erano grandi.

                            
                                                  
(Robert Brault)    


        
5月10日

Il nome dell'angelo

Un bimbo che stava per nascere si rivolse al Signore:
«Mi dicono che domani mi farai scendere sulla terra. Come potrò vivere così piccolo e indifeso?».
«Fra tanti angeli ne ho scelto uno per te. Lui ti proteggerà. – rispose Dio. E continuò: Il tuo angelo canterà per te parole dolci e tenere, con infinita pazienza e tenerezza ti insegnerà a parlare».
Ma il bambino chiese con apprensione: «Come potrò parlare ancora con te?».
«Il tuo angelo unirà le tue manine e ti insegnerà a pregare». Rispose Dio con dolcezza infinita.
«Ho sentito dire che la terra è abitata da uomini cattivi… Chi mi difenderà?». Chiese il bimbo preoccupato.
Dio, guardandolo con tenerezza gli rispose: «Il tuo angelo ti difenderà a costo della propria vita».
«Ma il mio cuore sarà sempre triste, Signore, perché non ti vedrò più!». Disse il bimbo con molta tristezza…
«Il tuo angelo ti parlerà di me e ti indicherà il cammino per ritornare alla mia presenza; sappi, però, che io sarò ogni istante accanto a te!».

In quel momento si diffusero delle voci e dei rumori ed il bambino angosciato gridò a gran voce:
«Signore, sto scendendo verso la terra! Dimmi ancora una cosa: qual è il nome del mio angelo?!?».
E Dio sorridendo rispose: «Il nome non importa, tu lo chiamerai…mamma!».


Un augurio a tutte le mamme... alla mia, alla tua... a tutte tutte tutte!!!! :)


3月14日

LA PREGHIERA DEL CONTADINO

Un contadino, durante un giorno di mercato, si fermò a mangiare in un affollato ristorante dove pranzava di solito anche il fior fiore della città.

Il contadino trovò un posto in un tavolo a cui sedevano già altri avventori e fece la sua ordinazione al cameriere. Quando l'ebbe fatta, congiunse le mani e recitò una preghiera. I suoi vicini lo osservarono con curiosità piena di ironia, un giovane gli chiese: "A casa vostra fate sempre così? Pregate veramente tutti?"
Il contadino, che aveva incominciato tranquillamente a mangiare, rispose: "No, anche da noi c'è qualcuno che non prega".
Il giovane ghignò: "Ah, sì? Chi è che non prega?".
"Beh!", proseguì il contadino "per esempio le mie mucche, il mio asino e i miei maiali…"

 

O la preghiera trasforma la vita
o la vita eliminerà la preghiera...

11月29日

La pietra azzurra

Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio. Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti. Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri. “È per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?”. Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: “Quanti soldi hai?” Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina. “Bastano? – disse con orgoglio – Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c’è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi!”. L’uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l’astuccio. “Prendilo – disse alla bambina – portalo con attenzione”. La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo. Un’ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurri. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e chiese: “Questa collana è stata comprata qui?” “Sì, signorina”, rispose cortesemente l’uomo. “E quanto è costata?” “I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me!” “Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli, non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo!” Il gioielliere prese l’astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza. “Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva!”.

Il "prezzo" dell'amore è amare senza misura!
11月6日

In che lista sei?

Paolo, con la faccia triste e abbattuta, si ritrovò con la sua amica Carola in un bar per prendere un caffé.
Depresso, scaricò su di lei tutte le sue preoccupazioni... e il lavoro.. e i soldi... e i rapporti con la sua ragazza... e la sua vocazione...! Tutto sembrava andar male nella sua vita.
Carola introdusse la mano nella borsa, prese un biglietto da 50 EURO e gli disse: "Vuoi questo biglietto?"
Paolo, un po' confuso, all'inizio le rispose: "Certo Carola... sono 50 EURO, chi non li vorrebbe?"
Allora Carola prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina. Mostrando la pallina accartocciata a Paolo, gli chiese un'altra volta: "E adesso, lo vuoi ancora?"
"Carola, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 50 EURO. Certo che lo prenderò anche cosi, se me lo dai."
Carola spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede, riprendendolo quindi sporco e segnato. "Continui a volerlo?"
"Ascolta Carola, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 50 EURO, e finché non lo rompi, conserva il suo valore!"
"Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre... Quello che devi chiederti è quanto vali in realtà, e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento."
Paolo si paralizzò guardando Carola senza dire una parola, mentre l'impatto del messaggio entrava profondamente nella sua testa.
Carola mise il biglietto spiegazzato di fianco a lui, sul tavolo, e con un sorriso complice disse: "Prendilo, ritiralo perchè ti ricordi di questo momento quando ti senti male... però mi devi un biglietto nuovo da 50 EURO per poterlo usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno."
Gli diede un bacio sulla guancia e si allontanò verso la porta. Paolo tornò a guardare il biglietto, sorrise, lo guardò e con una nuova energia chiamò il cameriere per pagare il conto...

Quante volte dubitiamo del nostro valore, di cosa meritiamo veramente e di cosa possiamo conseguire?
Ora rifletti bene. Cerca di rispondere a queste domande:
1 - Nomina le 5 persone più ricche del mondo
2 - Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo
3 - Nomina 10 vincitori del premio Nobel.
4 - Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come miglior attore o attrice.

Come va? Male? Non preoccuparti.
Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri.
Gli applausi se ne vanno...i trofei si impolverano... i vincitori si dimenticano... Adesso rispondi a queste altre:
1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
2 - Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
3 - Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.
4 - Nomina cinque persone con cui passi il tuo tempo.

Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi. Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te.

Non guardare l’apparenza… guarda il cuore!

10月8日

Il nuovo direttore

Un' azienda pensò che era giunto il momento di cambiare il proprio stile di gestione e assunse un nuovo Direttore Generale. Questo arrivò deciso a trasformare tutto, fin dalle fondamenta, e far diventare l’azienda più redditizia.
Il primo giorno, accompagnato dai suoi due principali assistenti (assunti con lui), volle fare un'ispezione approfondita in tutta l’azienda. In magazzino tutti stavano lavorando alacremente, con la sola eccezione di un ragazzo che se ne stava appoggiato alla parete, mentre con le mani frugava nel portafoglio.
Vista immediatamente una buona opportunità di dimostrare la sua filosofia di lavorare votata al massimo della produttività, il Direttore, con aria di superiorità, chiese al ragazzo:
-Quanto guadagni al mese?
-700 euro, perchè?
Rispose il ragazzo, senza capire il motivo di questa domanda.....

Il Direttore tirò fuori dal proprio portafoglio 700 Euro e li diede al ragazzo, dicendo:
-Questo è il tuo stipendio di un mese. Adesso sparisci e non tornare mai più!!!!!!
Il ragazzo guardò il denaro, lo contò e se ne andò ubbidendo all’ordine ricevuto.
Il Direttore Generale a quel punto, gonfiando il petto, chiese allora a un gruppo di operai:
-Qualcuno di voi sa che cosa ci faceva qui quel tizio?
-Sissignore - risposero attoniti gli operai - Era venuto a portare le pizze!!!!!!!

Morale: ci sono persone che aspirano solo a comandare,

e si dimenticano che bisogna anche pensare...

9月17日

Il problema del topo

Un topo, guardando da un buco che c'era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c'era una trappola per topi.  Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti: "C'è una trappola per topi in casa, c'è una trappola per topi in casa!" 

La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse: "Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi, le chiedo di non importunarmi." 

Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le disse: "C'è una trappola per topi in casa, una trappola!!!"  "Scusi, signor topo, non c'è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo, la ricorderò nelle mie preghiere."

Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: "Per caso, sono in pericolo...? Penso proprio di no!"

Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola. Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima. 

La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo , e, nell'oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.
Subito, il contadino, la trasportò all'ospedale per le prime cure: Siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo. Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l'ingrediente principale: la gallina. Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna.

Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.

La donna non migliorò e rimase in ospedale parecchio tempo più del previsto costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia della moglie…

 

Il problema dell'altro, è anche il tuo. Pensaci!

E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.

Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti...... (Gal.6, 9-10)

Il mondo non va male per la malvagità dei cattivi .......

ma per l'indifferenza dei buoni!







8月10日

Questo Gesù...

Questo Gesù è un provocatore!

Io mi arrabbio, e Lui mi dice: Perdona!
Io ho paura,e Lui mi dice: Coraggio!
Io ho dubbi, e Lui mi dice: Fidati !
Io sono inquieto, e Lui mi dice: Sii tranquillo!
Io voglio star comodo, e Lui mi dice: Seguimi!
Io faccio progetti, e Lui mi dice: Mettili da parte!
Io accumulo, e Lui mi dice: Lascia tutto!
Io voglio sicurezza, e Lui mi dice: Dona la tua vita!
Io penso di essere buono: e Lui mi dice: Non basta!
Io voglio essere il primo, e Lui mi dice: Cerca di servire!
Io voglio comandare, e Lui mi dice: Ascolta!
Io voglio comprendere, e Lui mi dice: Abbi fede!
Io voglio tranquillità, e Lui mi dice: Disponibilità!
Io voglio rivincita, e Lui mi dice: Guadagna tuo fratello!
Io metto la mano nella spada. e Lui mi dice: Riconciliati!
Io penso alla vendetta, e Lui mi dice: Porgi anche l'altra guancia!
Io voglio essere grande, e Lui mi dice: Diventa come un bambino!
Io voglio nascondermi, e Lui mi dice: Mostrami la tua Luce!
Io voglio il primo posto, e Lui mi dice: Siediti all'ultimo!
Io voglio essere visto: e Lui mi dice: Prega nella tua stanza!
No! proprio non capisco questo Gesù !
Mi provoca,
come molti dei suoi discepoli, anch'io
avrei voglio di cercarmi un maestro meno esigente.
Però anche a me succede come a Pietro:
Io non conosco nessuno,
che abbia parole di vita eterna come Lui!

7月22日

Se dovessi scegliere...


Se dovessi scegliere
una reliquia della tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d'acqua sporca.

Girerei il mondo con quel recipiente
ad ogni piede cingermi l'asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo, dell'ateo,
del drogato, del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego.

In silenzio...
finché tutti abbiano capito,
nel mio, il Tuo amore.

 
 Magdalene Delbrel

6月22日

Lezione in classe

Un professore ateo sfidò i suoi alunni con questa domanda:
- “Dio ha fatto tutto ciò che esiste?”
Uno studente rispose coraggiosamente: - “Si, l'ha fatto!”
- “Dio fece proprio tutto?”
- “Si, professore” - rispose il giovane.
Il professore replicò:
- “Se Dio ha fatto tutte le cose, allora Dio ha fatto il male, poiché il male esiste, e tenendo conto che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, allora Dio è male.”
Lo studente si azzittì di fronte a tale risposta e il professore, felice, si vanagloriava di aver provato una volta in più che la Fede era un mito.
Un altro studente alzò la sua mano e disse:
- “Posso farle una domanda, professore?”
- “Senza dubbio” gli rispose il professore.
Il giovane si alzò in piedi e domandò:
- “Professore, il freddo esiste?”
- “Ma che domanda è questa? Chiaro che esiste, lei per caso ha mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose:
- “In verità, professore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, ciò che consideriamo freddo, nella realtà è assenza di calore. Tutto il corpo o l'oggetto può essere studiato quando ha o trasmette energia, ma è il calore e non il freddo che fa in modo che tale corpo ha o trasmetta energia. Lo zero assoluto è l'assenza totale e assoluta del calore, tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, ma il freddo non esiste. Abbiamo creato questo termine per descrivere come ci sentiamo quando ci manca il calore.”
- “E l'oscurità, esiste?” - Continuò lo studente.
Il professore rispose:
- “Ma è chiaro che si.”
Lo studente rispose:
- “Di nuovo signore si inganna, l'oscurità nemmeno esiste. L'oscurità è in realtà l'assenza di luce. Possiamo studiare la luce, ma l'oscurità no, il prisma di Newton decompone la luce bianca nei vari colori di cui si compone, con le sue differenti varietà d'onda. L'oscurità no, un semplice raggio di luce strappa l'oscurità e illumina la superficie che la luce tocca. Come si fa per determinare quanto buio è presente in un determinato spazio? Solamente con una base di quantità di luce in questo spazio, non è così? L'oscurità è un termine che l'uomo ha creato per descrivere ciò che succede quando non c'è presenza di luce.”
Finalmente, il giovane studente domandò al professore:
- “Dica, professore, il male esiste?”
Lui rispose:
- “Chiaro che esiste. Come ho detto all'inizio della lezione, vediamo ladri, criminalità e violenza tutti i giorni in tutte le parti del mondo, queste cose sono il male.”
Allora lo studente rispose:
- “Il male non esiste, professore, o almeno non esiste di per se. Il male è semplicemente l'assenza di Dio. E', come nei casi precedenti, un termine che l'uomo ha creato per descrivere questa assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Non è come la Fede o l'Amore, che esistono come esiste la Luce e il Calore. Il male è il risultato del fatto che l'umanità non ha Dio presente nei suoi cuori. E' come il freddo che sorge quando non c'è calore, o l'oscurità quando non c'è la luce.”

... forse è il caso di fermarsi un momento a riflettere... che ne dite? Animoticon

5月28日

Io Suora?... MAI!

Pubblichiamo la bellissima testimonianza di una Sorella del Monastero "San Benedetto" di Modica (RG)... leggete e meditate. Un vivo grazie alla Priora Madre Gabriella e a Suor M. Metilde per avercene permesso la pubblicazione!

 

 

Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria,

per la tua fedeltà, per la tua grazia.

 

 

            Ho voluto iniziare a scrivere la mia testimonianza avendo davanti queste parole del Salmo 113 perché desidero dare gloria a Dio senza aggiungere o togliere nulla alle meraviglie che Egli ha compiuto nella mia vita.

            E visto che non è facile riassumere in poche parole la storia della mia vocazione, o per meglio dire, della mia vita, invoco l’aiuto dello Spirito Santo e lascio libera la mia mano di scrivere ciò che la mente e il cuore mi suggeriscono momento per momento, sapendo già che le mie parole limitate non renderanno mai pienamente gloria all’infinità di Dio.

            Confido comunque nella Sua misericordia e sono certa che Egli infonderà il Suo amore e la Sua grazia nel cuore di chi legge o ascolta.

            Sono arrivata nel monastero di Modica dopo un lungo e provato cammino.

            Mai avrei immaginato che un giorno sarei diventata monaca, anzi… quando anni fa una persona mi domandò se avevo intenzione di farmi suora, fu per me una grande offesa; perché consideravo le suore come donne che non erano state capaci di realizzarsi nella vita e perciò per ripiego avevano scelto tale strada, rimanendo frustrate e senza coraggio.

            Insomma non mi piacevano!

            Le claustrali poi erano la vergogna di questa “specie” !

            Perchè vivevano lontano da tutti e da tutto, chiuse al buio a dormire,  pregare e  pensare solo a se stesse senza tirarsi su le maniche e andare lì dove c’era realmente bisogno!

            Pensavo: - A che serve solo la preghiera? Gesù non andava forse ad evangelizzare tra la gente e soprattutto tra i poveri? Quindi che senso ha la clausura? -  

            Nell’ardore “tuttofare” dei miei venti anni non concepivo questa chiusura e la giudicavo inutile. E nel mio frettoloso, superficiale giudizio mai mi ero soffermata a riflettere che lo stesso Gesù prima di affrontare qualsiasi cosa si ritirava in solitudine con il Padre per ricevere da Lui la forza di andare oltre la sua umanità.

Né avevo mai considerato che come l’albero senza le radici (nascoste ed apparentemente inutili) non può vivere; così la Chiesa senza l’incessante preghiera dei monasteri non può esistere.

            Credevo nell’ideologia marxista e nel comunismo e per alcuni anni mi sono illusa di essere nella verità. Poi la storia mi ha dimostrato il contrario!

Non capivo più chi ero, dove stavo andando e cosa realmente cercavo. Volevo la verità, il senso della mia vita! Fu proprio in questo tempo che Dio entrò piano piano, quasi in punta di piedi, nella mia vita.

            No. Non è esatto!

Ricomincio l’ultimo pensiero dicendo che fu proprio in questo tempo che mi decisi di volgere lo sguardo a Dio ed aprirGli un piccolissimo spazio nel mio cuore.

            Inutile dire che Lui non aspettava altro! (…e da sempre!)

            E così senza nessuna violenza, rispettando sempre i miei tempi di comprensione e libera accoglienza, piano piano, ... quasi in punta di piedi, cominciò a conquistarmi.

            Iniziai a leggere il Corano, a meditare Yoga, a conoscere i testimoni di Geova, gli Evangelisti protestanti, a frequentare i diversi gruppi ecclesiali presenti nella mia Parrocchia.

            Tutto volevo vedere, capire, conoscere. Non ho mai pensato però di abbandonare gli insegnamenti cattolici ricevuti sin da piccola in famiglia.

            Ricordo che in questa affannosa ricerca tutto mi sembrava buono e giusto.  Ma… mi sentivo incapace di compiere ciò che mi veniva chiesto o proposto dalle varie “voci”.

Il sentirmi dire: - Devi essere così,  …Bisogna fare in questo modo, …ecc.- mi dava un senso di oppressione perché non riuscivo ad essere diversa da come ero. Né tantomeno volevo omologarmi agli altri senza capire e accettare coscientemente quello che facevo.

            Continuai così a cercare il senso della mia vita lasciandomi guidare dalle situazioni concrete che la vita quotidiana mi presentava. Nel “buio della mia realtà” mi guidava solo il desiderio dell’Amore vero e libero.

            E senza accorgermene la mia rigida razionalità diminuiva per equilibrarsi adeguatamente con  gli incontrollabili sentimenti del mio cuore.

             Trovai quindi la libertà e la certezza di essere sulla via giusta solo quando il Signore, con i suoi fantasiosi tragitti, mi condusse alle catechesi del Cammino Neocatecumenale dove finalmente e per la prima volta mi sentii dire che Dio mi amava così come ero, col mio passato e il mio presente.

            Che meraviglia non dovevo far nulla !

…O meglio, dovevo fidarmi di Dio… e, quasi per sfida,… decisi di farlo perché volevo che la mia vita cambiasse. Ma cambiasse secondo la mia mentalità materialista. Ambivo infatti ad un buon lavoro, ad un felice matrimonio,ad una buona posizione sociale.

            Ma con infinita pazienza, tenerissima severità, costante fermezza, Dio ha “dirottato” queste mie grandi ambizioni e mi ha diretto verso ideali molto, molto più elevati.

Con l’ascolto assiduo della Parola, la partecipazione all’Eucarestia e la condivisione esperenziale con i fratelli e le sorelle di comunità, capii che solo Dio è Via, Verità e Vita.

   Nel 1997, senza borsa né bisaccia, cioè senza sapere nulla di ciò che mi aspettava, partì in missione per Monaco di Baviera dove per un anno mi accolse una famiglia italiana itinerante del Cammino Neocatecumenale.  

            Lo stesso quando partii per Taiwan. Neanche sapevo dove si trovasse geograficamente. Solo dopo scoprii che era un’isola cinese!

Che meraviglia, che grazia! Dio aveva esaudito il mio sogno: andare in Oriente, in Cina!

Ma a distanza di un anno, nonostante mi piacesse molto quello che facevo, non mi sentivo ancora completa, non ero arrivata al traguardo.

             Così d’accordo con i miei catechisti e il mio parroco, che nel frattempo seguivano il mio cammino di discernimento, decisi di fermarmi a casa e capire cosa volesse realmente il Signore.

Non è stato facile rimettermi in gioco e riprendere la vita di prima; però volevo andare fino in fondo, volevo essere ciò che Dio aveva pensato per me fin dall’eternità.

            Era Lui l’Amore che da sempre cercavo e ora che l’avevo trovato non volevo più lasciarLo. Era esigente… ma UNICO!

            Confusa, ma decisa a non mollare andai  per otto giorni in un monastero di Clarisse. Non che avessi qualche preferenza particolare per i francescani o per qualsiasi altro Ordine; anzi, per me erano tutti uguali. Andai solo per riflettere, per essere libera da ogni condizionamento e…sotto sotto…per la curiosità di vedere che mondo era la clausura.

            Beh! Dovetti ancora abbassare la testa e ricredermi. Ammettere che tutti i miei giudizi precedenti erano sbagliati. Sbagliatissimi!

            Dovetti riconoscere a me stessa che quelle donne non erano chiuse nel buio dell’indifferenza ma nella luce dell’amore che emanavano dal loro sguardo vivo, dal loro sorriso sereno e rassicurante. Erano donne libere, non frustrate o in fuga. Erano talmente libere da rinunciare alla propria libertà!

Che meraviglia!...       In quei giorni mi sentii il mondo nelle mani.

            Ecco cos’era la clausura! Donarsi a Dio per il mondo intero, aiutare tutti e chiunque contemplando Cristo morto e risorto, avendo la certezza che a Lui nulla è impossibile. È Lui il Signore, il Padre, lo Sposo, l’Amico, il Fratello!

Tornai quindi a casa edificata da quella esperienza e col desiderio di ripeterla.

            Dopo un po’ di tempo un’amica mi chiese se ero disponibile ad accompagnarla per alcuni giorni dalle Benedettine del SS. Sacramento in Sicilia.

Entusiasta accettai vedendo in questo invito una chiamata di Dio.

            Come al solito partimmo ignare di tutto, sapendo solo il nome del paese e quello del monastero. Il viaggio non fu affatto facile e… stanche anche di mormorare…finalmente arrivammo!

            Il sorriso della monaca foresteraria e tutte le sue premure materne cancellarono tutto e noi entrammo nella pace. Io però internamente rimasi ancor più frastornata perché nel varcare la soglia del monastero, come un’adolescente al primo amore, ebbi un tuffo al cuore.

“- Che succede?- ” pensai … ma finsi indifferenza.

Ritornata a casa il mio pensiero continuamente andava al Monastero, ed in particolare al Tabernacolo.

Credevo di non poter dimenticare quei giorni solo perché ero stata tranquilla, in silenzio e lontano dalla vita frenetica che conducevo fuori. Non certo perché la clausura fosse per me!

            Per togliermi il dubbio di una tale chiamata chiesi alla Priora se potevo ritornare in Monastero per un periodo più lungo. Lei accettò.

Così tornai a Modica per convincermi che la clausura non fosse per me e che al massimo dopo un mese sarei scappata via.

Sono passati quattro anni ed ancora, per grazia di Dio, sono qui!  

Convinta si… ma del contrario!!

            Ora non cambierei la mia vita per nulla e sono grata al Signore per tutto quello che mi ha concesso.

            Sono felice e mi sento libera come non mai. Ho tutto, il Tutto.

L’otto settembre 2007 con la Professione Temporanea di tre anni penso di aver coronato il mio desiderio di libertà.

            Pronunciando i voti di castità, povertà, obbedienza e stabilità sotto clausura non ho rinunciato a nulla; credo invece di aver guadagnato il mondo intero e di doverlo custodire e proteggere con tutte le mie forze perché appartiene al mio Sposo, al mio Dio.            

Con essa sono arrivata al traguardo della mia personale ricerca e all’inizio di una nuova vita.

            Nuova non perché ora indosso l’abito monastico ma perché inizio a servire Dio in una dimensione diversa.

            Per grazia di Dio il giorno del mio sposalizio, perché tale è la Professione, ho vissuto tutta la celebrazione in una grande pace e con la gioia di vedere che tutta l’assemblea glorificava il Signore per la bellezza e il dono della mia consacrazione e quella di sr. Josepha, mia sorella gemella nel cammino monastico.

            Ringrazio Dio di avermi anche concesso per tutta la durata della celebrazione e dei festeggiamenti un pieno autocontrollo. Infatti pur essendo presente e partecipe in corpo e anima, mi sentivo al di fuori di tutto il contesto. Vedevo la numerosissima assemblea, sentivo tutto l’amore fraterno che, in concreto, mi esprimeva l’amore di Dio, gioivo sinceramente con tutti i presenti; ma nel contempo mi sentivo sola con il Solo.

            Quando ho indossato il velo poi, è stato come se mi fossi “trasfigurata”. Ho avuto la sensazione di essere nella mia vera identità. Come se l’abito monastico mi appartenesse da sempre. Era nuovo ed antico allo stesso tempo!

            La sera quando in cella ero realmente sola con il Solo ho pensato che dall’otto settembre 2007 io non ero più io.

            Non solo perché portavo un nuovo nome (da Patrizia a sr Metilde) ma soprattutto perché portavo un abito che era segno evidente della presenza di Dio.

             Un abito col quale il Creatore si lascia condurre dall’interezza positiva e negativa della sua creatura. Un abito che indossa me e che ogni giorno mi sposa a Dio con la straordinarietà della vita ordinaria.

            Che bellezza! Che mistero insondabile!       

              Non aggiungo altro. Come è impossibile far sentire il profumo di una rosa attraverso le parole di una poesia; così è per me impossibile far sentire il palpito del mio cuore quando penso di aver cantato a Dio il mio “Suscipe” .

             È straordinario e misterioso quello che Dio compie in un’anima quando questa si abbandona a Lui anche per un solo attimo e si lascia condurre dal Suo infinito amore.

            Concludo dicendo che provo una gioia indescrivibile quando ogni mattina mi avvio in Coro per la preghiera. Penso che Dio, nella Sua Misericordia, mi sta chiamando ad accompagnare il mondo intero nella nascita di un nuovo giorno per seguirlo poi fino a notte fonda nel silenzio dell’Adorazione Eucaristica.

            Ringrazio per la pazienza prestatami e per tutte le persone (tante) che il Signore ha posto sul mio cammino e grazie alle quali ho conosciuto concretamente il Suo Amore.

            Lode, onore e gloria a Dio nei secoli dei secoli. Amen

                                  

                                        Sr. M. Metilde della volontà di Dio

 


5月10日

Avviso!

Per favore... non chiedetemi di aggiungere il nostro blog alla lista "amici" se non è possibile visualizzare il vostro... "non compro a scatola chiusa"... mi spiace Animoticon ciao!
4月28日

Il falenino e la stella

Una piccola falena d'animo delicato s'invaghì una volta di una stella.
Ne parlò alla madre e questa gli consigliò d'invaghirsi invece di un abat-jour. "Le stelle non son fatte per svolazzarci dentro", gli spiegò. "Le lampade, a quelle sì, puoi svolazzare dietro".
"Almeno lì approdi a qualcosa", disse il padre. "Andando dietro alle stelle non approdi a niente".
Ma il falenino non diede ascolto nè all'uno, nè all'altra. Ogni sera, al tramonto, quando la stella spuntava s'avviava in volo verso di essa e ogni mattina, all'alba, se ne tornava a casa stremato dall'immane e vana fatica.
Un giorno il padre lo chiamò e gli disse: "Non ti bruci un'ala da mesi, ragazzo mio, e ho paura che non te la brucerai mai. Tutti i tuoi fratelli si sono bruciacchiati ben bene volteggiando intorno ai lampioni di strada, e tutte le tue sorelle si sono scottate a dovere intorno alle lampade di casa. Su avanti, datti da fare, vai a prenderti una bella scottatura! Un falenotto forte e robusto come te senza neppure un segno addosso!"
Il falenino lasciò la casa paterna, ma non andò a volteggiare intorno ai lampioni di strada, nè intorno alle lampade di casa: continuò ostinatamente i suoi tentativi di raggiungere la stella, che era lontana migliaia di anni luce. Lui credeva, invece, che fosse impigliata tra i rami più alti di un olmo.
Provare e riprovare, puntando alla stella, notte dopo notte, gli dava un certo piacere, tanto che visse fino a tardissima età. I genitori, i fratelli e le sorelle erano invece morti tutti bruciati ancora giovanissimi.

Se c'è una stella nel cielo della tua vita,
non perdere tempo a scottarti a qualche lampadina.
Animoticon
4月2日

... per Teresa... cerca, cerca...

Permettetemi di dedicare questo brano a Teresa... ciao.

Si racconta di uno scienziato tedesco che, cercando un posto tranquillo dove sistemarsi, aveva finito per scegliere un'abitazione che stava nelle immediate vicinanze di un monastero di clausura.
Non aveva la fede, ma quell'ambiente presentava il vantaggio di essere ideale quanto a quiete per le sue ricerche.
'Qui almeno troverò il silenzio di cui ho bisogno per i miei studi e i miei esperimenti', pensava.
Le sue previsioni si rivelarono esatte solo parzialmente.
Di fatto, gran parte della giornata la sua casa era come avvolta dal silenzio, rotto soltanto dal suono di una campanella. Ma poi venivano le ore di ricreazione delle monache. Allora non c'era verso di difendersi da quell'allegria scoppiettante; l'esplosione delle risate trapassava muri e finestre.
Per lo studioso diventò quasi un'ossessione. Ragionava: 'Queste donne sono povere, conducono una vita di penitenza, non conoscono il piacere. Come fanno ad essere così contente? Non ci sarà sotto, per caso, qualcosa di losco?'.
Decise di togliersi il pensiero parlandone direttamente con l'abbadessa.
Questa gli fornì una spiegazione semplicissima: 'Siamo le spose di Cristo'. 'Ma il vostro sposo non è morto duemila anni fa?', obiettò quello.
'Mi scusi, signor professore, ma lei non deve essere stato informato che tre giorni dopo è risorto da morte. E noi siamo testimoni appunto, di ciò che è accaduto tre giorni dopo'.


Tutto dipende da quel mattino di Pasqua.

Cito ancora una volta quella famosa frase: "Per chi crede, nessuna spiegazione è necessaria; per chi non crede, nessuna spiegazione è sufficiente!"... amen! Sorriso ciao a tutti...
3月24日

Augurio Pasquale


I cristiani sostengono che Cristo è risorto,
ma bisognerebbe che avessero di più l'aspetto dei salvati
perché io possa credere nel loro salvatore.

(Friedrich Nietzsche)


... purtroppo credo sia vero... ma ciò non toglie che CRISTO E' RISORTO e se Lui è con noi possiamo ancora sperare, col Suo aiuto, di diventare credibili!!!

Auguri a tutti, cari visitatori!



3月21日

Venerdì Santo

 

Venerdì Santo...

"Tu mi uccidi.

E io ti salvo!"

                     A. Pronzato

 

CROCIFISSO1

2月13日

Collocazione provvisoria

Nel Duomo vecchio di Molfetta c'è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l'ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell'opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce.

La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo. Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell'abbandono. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria". Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C'è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra". Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario, c'è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio. Coraggio, fratello che soffri. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

(da: Alla finestra la speranza di Mons. Tonino Bello)


1月24日

La lista della spesa

Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari.
Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito.
Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo. L'uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi.
Dolorosamente la donna supplicò: «Per favore, signore! Le porterò il denaro più in fretta che posso!»
Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva trovare un altro negozio nel quartiere.
Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la povera donna.
Il droghiere, con voce riluttante, chiese alla donna: «Ha la lista della spesa?»
Con un filo di speranza nella voce la donna rispose: «Sì, signore».
«Bene!» disse l'uomo. «Metta la sua lista sulla bilancia. Le darò tanta merce quanto pesa la sua lista».
La donna esitò un attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta e scarabocchiò qualcosa  in fretta, poi posò il foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa bassa.
Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi di colpo e rimanere abbassato.
Il droghiere,  fissando la bilancia, brontolò: «È incredibile!».
Il cliente sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull'altro piatto della bilancia. Sbatteva sul piatto scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva. Così continuò e continuò, con una smorfia di disgusto sempre più marcata. Alla fine, afferrò il foglietto di carta e lo fissò, livido e confuso.
Non era una lista della spesa.
Era una preghiera: "Mio Dio, tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto nelle tue mani"
Il droghiere consegnò alla donna tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato.
La donna ringraziò e lasciò il negozio.


Solo Dio conosce il "peso" della tua preghiera...

1月13日

Le cose che non hai fatto...

Una delle più belle poesie d'amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana. E' intitolata: "Le cose che non hai fatto". Eccola:

Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai?
Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?
Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam.
Ma tu... non sei tornato.

Una regola d'oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.
Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.

da: "Quaranta storie del deserto" di Bruno Ferrero ed. Elle di Ci